Biblioteca civica di Winterthur

na biblioteca high-tech in una cornice medioevale

Pioniera assoluta nel campo, la biblioteca civica di Winterthur ha deciso di proporsi come struttura pilota già nel 1997. Nel numero 9 del periodico tedesco BuB, del 2 settembre 2004, pubblicato dall’Information and Library Professional Association, Rolf Weiss, direttore della biblioteca fino al giugno 2004, ha fornito un resoconto dettagliato della radicale ristrutturazione dell’edificio storico e dell’ammodernamento tecnico condotto utilizzando il sistema BiblioChip. La biblioteca usa il software di gestione OCLC PICA.

(…) La biblioteca civica di Kirchplatz a Winterthur, attiva da solo un anno e già la preferita del pubblico, ha aperto le porte il 5 luglio 2003, poco prima delle vacanze estive, riunendo il lascito della biblioteca civica, della biblioteca Altstadt e dell’ex biblioteca arti e mestieri, per un totale di otto piani.

Con circa 200.000 libri e materiali speciali su una superficie di circa 3.000 m2, è una delle più grandi biblioteche tematiche a libero accesso dell’intera Svizzera. Incastonata nel centro storico di Winterthur, nei due edifici ristrutturati “Blumengarten” e “Tösserhaus”, è divenuta un moderno complesso di informazione e socializzazione, che ha sedotto giovani e non con la varietà delle sue proposte e il fascino particolare di un’architettura d’avanguardia integrata in una costruzione medievale. L’indice delle presenze della biblioteca civica è aumentato del 35 percento circa dall’apertura della nuova sede. Ogni mese, circa 30.000 utenti prendono in prestito 63.000 materiali, il che corrisponde a una percentuale di prestito annua approssimativa di 760.000 unità. (…)

Migliori prestazioni con meno personale grazie alla tecnologia RFID

Quando si è trattato di riorganizzare e riattivare la biblioteca civica, problemi fino ad allora quasi irrisolvibili sono stati preprogrammati: il nuovo edificio di otto piani doveva essere gestito da un personale ridotto di due elementi, nonostante si offrissero ulteriori servizi e punti di contatto. Poiché ciò non era possibile con un sistema di prestito tradizionale, era necessario avvalersi di sofisticati sistemi di automazione. La soluzione tecnologica dell’identificazione a radiofrequenza (RFID), proposta da Bibliotheca RFID Library Systems AG, si è rivelata interessante. (…)

A servire i 1.200 utenti circa che visitano quotidianamente la biblioteca e i 2.700 processi di prestito sono ora disponibili quattro punti di prestito automatici al piano terra. (…)
La restituzione dei materiali è persino più semplice grazie alle quattro postazioni Bibliomat controllate dal sistema RFID. (…) Con una frequenza di prestiti così elevata, per coadiuvare il personale è consigliabile un sistema di ordinamento. I Bibliomat si trovano nell’ingresso della biblioteca civica in un’area alla quale è possibile accedere utilizzando la tessera elettronica della biblioteca, proprio come il cliente di una banca può accedere a un bancomat al di fuori dell’orario lavorativo del suo istituto di credito. In questo modo, i materiali possono essere restituiti anche nei giorni festivi.

Introduzione e accettazione delle macchine RFID

Ancora oggi, il sistema RFID con punti di prestito e dispositivi di restituzione automatici è in una fase pilota a livello europeo. Quando si è deciso di acquistarlo nel 1999, esisteva un solo impianto sperimentale per postazioni amministrative e un punto di autoprestito. Il Bibliomat sarebbe stato sviluppato qualche tempo dopo per la biblioteca civica di Winterthur. Sebbene nel primo anno di attività sia stato necessario ottimizzare vari aspetti, e tuttora alcuni elementi devono ancora essere perfezionati, si può affermare con certezza che la biblioteca civica di Winterthur non potrebbe funzionare senza gli strumenti RFID. L’uso continuo e regolare delle macchine è indispensabile. Pertanto, per questione di principio, non esistono più punti di prestito al banco nella biblioteca civica di Winterthur; gli utenti non possono scegliere tra la macchina e l’addetto. Il personale, infatti, esegue soltanto operazioni di prestito per materiali prenotati o articoli archiviati non accessibili. Ciò significa che, contrariamente ad altre biblioteche dotate del sistema RFID, non solo il 40-50 percento del totale dei prestiti e delle restituzioni è effettuato con le macchine, ma più del 95 percento.
Per conseguire tale obiettivo, nei primissimi mesi di attività è stato necessario formare adeguatamente gli utenti, mettendo a loro disposizione tre addetti del personale della biblioteca in prossimità delle macchine durante l’intero orario di apertura.
Oggi tutti si sono abituati a questa avveniristica infrastruttura e all’assenza di code alla biblioteca di Winterthur.

E se occasionalmente le cose non vanno come dovrebbero, il personale addetto all’utenza ha tempo per occuparsi di ogni singolo problema, aiutare gli utenti a individuare specifici materiali o sostenere nuovi utenti inesperti nell’uso degli strumenti di prestito. Ma ciò avviene direttamente alla macchina come dimostrazione pratica, non più al banco di prestito che in quanto tale, come già rammentato, non esiste più.

(Estratti da BuB, numero 9 del 2 settembre 2004, per gentil concessione dell’editore. Vedere anche www.b-u-b.de.
Immagini © Biblioteca civica di Winterthur)

Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.bibliotheken.winterthur.ch

Winterthur-Municipal-Library.pdf
DownloadsSize
0.1 MB